Mi fermo a guardare una formica. Trascina un chicco di grano più grande di lei. Cammina decisa, senza esitazioni. E allora mi pongo una domanda semplice e immensa: chi ha inventato la formica?
Da bambino pensavo che crescendo avrei trovato risposta a tutte le domande. Invece accade il contrario: più impari, più scopri quanto sia grande ciò che non sai.
Aveva ragione Isaac Newton quando diceva che quello che sappiamo è una goccia e quello che non sappiamo è un oceano.
Mi pongo la stessa domanda per ogni essere vivente: un albero, una rondine, una lucciola, un filo d’erba. La scienza ci aiuta a capire il “come”, ma spesso continuiamo a interrogarci sul “perché”.
Forse il segreto non è trovare tutte le risposte. Forse il segreto è non perdere mai la capacità di meravigliarsi davanti a una formica che trasporta il suo chicco di grano.
È da quella meraviglia che nasce la conoscenza.
