Nel mondo ci sono pochissimi miliardari rispetto alla popolazione totale, ma possiedono una quota enorme della ricchezza globale.
Secondo la rivista Forbes, nel 2025 i miliardari in dollari sono circa 2.700–2.800 persone su oltre 8 miliardi di abitanti.
La loro ricchezza complessiva supera i 14 trilioni di dollari.
Le persone considerate povere sono invece miliardi. La World Bank stima che circa 700 milioni di persone vivano in povertà estrema (meno di circa 2,15 dollari al giorno). Se si considerano anche le condizioni di povertà non estrema ma difficili, il numero supera diversi miliardi di persone.
Quindi il contrasto numerico è enorme:
- miliardari: poche migliaia;
- poveri: centinaia di milioni o miliardi.
Sul tema del “comandare il mondo”, molti studiosi di economia e politica osservano che chi possiede grandi capitali ha spesso molta influenza su:
- media,
- finanza,
- lobby,
- campagne elettorali,
- grandi aziende tecnologiche e industriali.
Questo può incidere anche nei sistemi democratici, perché il potere economico tende a trasformarsi in potere politico e culturale.
D’altra parte, nelle democrazie il numero delle persone conta ancora molto:
- voto,
- sindacati,
- movimenti sociali,
- partecipazione civile,
- informazione indipendente.
Il tuo ragionamento riflette un’idea discussa spesso in sociologia e politica: una maggioranza numerica può avere poca forza se è divisa, disinformata o poco organizzata, mentre una minoranza molto ricca e coordinata può avere un’influenza enorme.
