
Insigne studioso dei bioterritori.
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Al Musa celebrati gli 80 anni del professore Donato Matassino, presidente del Consdabi

Ossevatorio del paesaggio
In G.U. 13/12/2012, n. 290 è stato pubblicato un comunicato del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali concernente l’emanazione del D.M. 19/11/2012, n. 17070, che istituisce l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali.
L’Osservatorio è istituito ai fini della programmazione della politica agricola comune e di un miglior indirizzo delle misure di sviluppo rurale per la valorizzazione e tutela del paesaggio rurale e delle sue tradizioni agricole nonchè del patrimonio agroalimentare espressione di tali territori.
Presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è istituito altresì il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali», a supporto delle attività svolte dall’Osservatorio.
Verso un bioterritorio sannita intelligente
Agreste47
La scelta di un’agricoltura più sostenibile è ineluttabile per dare cibo alla popolazione esistente e agli altri quattro miliardi di persone che incrementeranno la demografia globale nei prossimi decenni. Una maggiore sostenibilità non può essere raggiunta prescindendo da una rivisitazione del “ciclo”, quel meccanismo straordinario della materia organica che si distrugge nella respirazione e si rigenera nella fotosintesi. Dopo l’affascinante messaggio del biologo americano Barry Commoner autore delle “quattro leggi dell’ecologia”, non si è potuto fare a meno di riflettere sull’idea di “ciclo chiuso” in natura, magari alterato dall’uomo, che ha turbato l’equilibrio ecologico impedendone la chiusura, per assumere pienamente la complessità e la responsabilità della sostenibilità del fenomeno “vita”. L’agricoltura è fatta di cicli che si aprivano e si chiudevano su base locale. I contadini storici erano maestri dell’equilibio biologico.Con i modelli attuali questo non è più possibile; squilibri devastanti ne sono stati la conseguenza.La produzione di cibo, dunque, non sarà più sostenibile considerando l’aumento demografico e della concentrazione urbana, il depauperamento della superficie agraria esposta sempre più al fenomeno di desertificazione e di perdita generalizzata di sostanza organica, il crescente uso di risorse (acqua, energie, carburanti) in zone con carenza d’acqua e problemi di inquinamento. Il contributo di Doneto Matassino delinea sotto ogni profilo il percorso duraturo da intaprendere verso un bioterritorio con una biocapacità controllata e ‘globalmente sostenibile’ a livello locale. Quest’approccio è il cuore del futuro paesaggio rurale .Nel Sannio per fortuna sono state realizzate esperienze e promossi strumenti, vere e proprio eccellenze, da utilizzare come preziose basi per il futuro paesaggistico del territorio sannita . Per creare le condizioni di fattibilità reale è necessario determinare sinergie virtuose le elite istituzionali e politiche locali e il coordinamento tra le eccellenze territorialmente disponibili.
Ruralità e paesaggio.
Agreste47
La definizione di ‘paesaggio rurale’ è il risultato di un incontro tra le evoluzioni concettuali che hanno riguardato il ‘paesaggio’ in quanto tale e l’evoluzione del concetto di ‘ruralità’. Già nel 1988 Corrado Barberis parlava del vecchio concetto di ruralità e ne auspicava il superamento sottolineando che per molto tempo ‘agricoltura’ e ‘ruralità’ erano stati considerati sinonimi mentre la storia recente ha prodotto una sostanziale differenziazione. Cionostante intellettuali,studiosi hanno cercato sempre più di evitare il termine ‘rurale’ come afferma ,sempre Barberis,-‘termine colpito da desuetudine con espressioni non meglio precisate di ‘civiltà tradizionali’ o locali. La nuova ruralità esprime invece dei nuovi sistemi sociali dove anche se l’agricoltura consente un apporto minoritario alla formazione del Pil del territorio considerato ma appare maggiormente integrata nel territorio con altre attività (artigianato,turismo, ecc.). Prima di tentare una sintesi della definizione di ‘paesaggio rurale’ forse e utile sottolineare altri elementi che entreranno con forza nel concetto stesso:- la sostenibilità e biocapacità come sintesi dei nuovi parametri dei bioterritori.
L’integrazione concettuale più profonda e arricchente del paesaggio è senza alcun dubbio quella di Donato Matassino con la definizione di bioterritorio ovvero un territorio capace di tenere in equilibrio la biocapacità e di confinare lo sviluppo al reddito che la natura può dare senza compromettere le risorse naturali non riproducibili.
Nuova ruralità.
di Agreste47
Una nuova ruralità multifunzionale con integrazioni inedite tra artigianato e l’agricoltura di precisione in un contesto paesaggistico di qualità è possibile. Le nuove attività artigiane saranno sempre più una sintesi tra le abilità professionali storiche con le nuove tecnologie e ricerca avanzata. Si pensi alle potenzialità di un ‘Centro Servizio di prototipazioni virtuali’ a servizio per le imprese artigiane in grado di esaltare la bellezza estetica dei manufatti con la bravura professionale e la creatività di tanti giovani talenti spesso dispersi nei singoli territori senza opportunità di esprimere le loro potenzialità. Prodotti artigianali ‘on domand’ diventerebbero così sempre più accessibili. Per questo sarebbe auspicabile e sostenuto come priorità un vero ‘ritorno dei’ makers’ ,ovvero un nuovo intreccio virtuoso tornare tra l’arte primordiale della creazione, e la gestualità del lavoro manuale, insomma, alla nascita di una manifattura artigianale “digitalizzata”. La diffusione delle stampanti 3D sta accelerando un processo di generazione distribuita dei mezzi di produzione. Chiunque oggi può aprirsi una piccola industria dentro un garage: basta uno scanner 3D per catturare la realtà, una stampante3D per trasformare la nostra fantasia creativa in realtà ed un laser-cutter di precisione. Molti beni in uso nelle aree rurali (contenitori intelligenti, attrezzi ecc.) e servizi (i FabLab o piattaforme come Etsy e Kickstarter) già oggi nascono così. Il punto è quello di integrare il nuovo artigianato con adeguate normative di accompagnamento ( fiscalità di scopo,) recupero di edifici abbandonati in aree rurali , rilancio funzionale turistico dei beni culturali rurali (abbazie ,conventi, ecc,). Il problema è quello di convincere amministratori locali e classe dirigente in genere che non si tratta di utopie improbabili bensì di una realtà bisognosa di una nuova ‘governance’ alla guida dei nuovi processi.https://www.youtube.com/watch?v=QplR9WPJbiY

