Perché i giovani hanno bisogno di conoscenza, visioni di lungo periodo e costituzioni orientate ai diritti intergenerazionali

Viviamo in un tempo segnato da transizioni epocali: la crisi climatica, l’erosione dei beni comuni, l’accelerazione tecnologica e l’aumento delle disuguaglianze stanno cambiando in profondità la vita delle persone e il destino delle società. In questo scenario complesso e incerto, i giovani rischiano di essere le prime vittime di decisioni prese oggi senza tener conto degli effetti sul domani.

È per questo che oggi, più che mai, i giovani hanno bisogno di conoscenza, di visioni strategiche di medio e lungo periodo e di costituzioni che tutelino esplicitamente i diritti delle generazioni future.

1. La conoscenza come strumento di libertà e responsabilità

La conoscenza – scientifica, critica, storica, ecologica – non è un lusso, ma una condizione fondamentale per comprendere la complessità del mondo e per agire con consapevolezza.

Senza accesso a un’educazione di qualità, aggiornata e interdisciplinare, i giovani diventano prede della disinformazione, del conformismo, della rassegnazione.

Solo attraverso la conoscenza è possibile:

    individuare le cause profonde delle crisi ambientali e sociali,

    decostruire false narrazioni e interessi nascosti,

    progettare alternative sostenibili ed eque.

2. Il futuro si costruisce nel presente: servono visioni di lungo termine

Le decisioni prese oggi – sulle fonti energetiche, l’uso del suolo, l’innovazione tecnologica, i sistemi pensionistici – plasmeranno la vita delle prossime generazioni.

Eppure, la politica resta spesso prigioniera del consenso immediato e dei cicli elettorali di breve durata.

Occorre tornare a una pianificazione pubblica orientata al futuro, capace di:

    prevenire disastri ambientali e sociali,

    progettare transizioni giuste,

    garantire la continuità e la rigenerazione dei beni comuni.

3. Diritti intergenerazionali: una nuova frontiera della democrazia

Molte costituzioni europee e mondiali sono nate in contesti storici dove le conseguenze ambientali e sociali delle scelte umane non erano così evidenti e pervasive.

Oggi, invece, serve un salto di paradigma: le generazioni future, pur non potendo votare, devono essere rappresentate e tutelate.

Chiediamo quindi:

    che le costituzioni riconoscano esplicitamente i diritti delle generazioni future;

    che siano istituite autorità pubbliche di garanzia intergenerazionale, capaci di valutare l’impatto a lungo termine delle leggi e delle politiche;

    che l’educazione civica venga ripensata alla luce dell’ecologia integrale, della giustizia climatica e della solidarietà tra generazioni.

4. Giustizia tra le generazioni: la sfida democratica del XXI secolo

Una democrazia che ignora il futuro è una democrazia incompiuta.

Una società che consuma oggi le risorse del domani, che lascia in eredità disastri ecologici e debiti pubblici, è una società ingiusta.

Tutelare i giovani non significa soltanto “dare spazio ai giovani”: significa costruire istituzioni giuste, sostenibili, capaci di vedere lontano.

La sfida della nostra epoca è dunque questa: dare ai giovani non solo speranza, ma potere. Non solo slogan, ma strumenti. Non solo promesse, ma diritti.

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