Senza consumare un solo metro di terra fertile, possiamo coprire il 16% del nostro fabbisogno elettrico

Uno studio firmato da Futuridea (Carmine Nardone) e MapSat (Egidio Cappella) lancia una proposta sorprendente: basta usare ciò che già esiste, ma è abbandonato o sottoutilizzato.

Ecco i tre “giacimenti energetici nascosti”:

  • Cave dismesse: ce ne sono circa 10.000 in Italia. Convertendole in isole fotovoltaiche, si potrebbero generare 11,7 miliardi di kWh/anno.
  • Capannoni industriali inutilizzati: sono oltre 90.000. Installando impianti sui tetti, si produrrebbero 27,3 miliardi di kWh/anno.
  • Aziende agricole attive: coinvolgendo poco più del 50% delle 1,3 milioni presenti in Italia, con impianti da 100 m², si otterrebbero 11,9 miliardi di kWh/anno.

In tutto: 50,9 miliardi di kWh/anno. Più dell’energia che oggi importiamo dall’estero.

E il suolo? Intatto. Zero consumo di campi agricoli o aree naturali. Nessuna sottrazione di terreno fertile, nessuna cementificazione.

Quanto inquina l’Italia in meno?

Quasi 25 milioni di tonnellate di CO₂ evitate ogni anno. Un beneficio ambientale pari all’eliminazione di quasi 10 milioni di auto a benzina.

Una proposta concreta e misurabile

I dati non sono ipotesi. Sono stati elaborati attraverso analisi geospaziali, immagini satellitari, e rilievi incrociati con basi catastali e produttive.

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