Sovranità o sicurezza alimentare?

di Carmine Nardone

Accademico ordinario dei Georgofili.

Oggi le terre del mondo sono aggredite da fenomeni distruttivi di fertilità e contemporaneamente si  espropriano con la violenza quelle figure come i contadini che per millenni hanno garantito l’equilibrio biologico dei territori e sfamato con il loro lavoro l’umanità. Si può dire che i cambiamenti climatici e la conseguente corsa all’accaparramento della terra fertile alimenta nel mondo un rinnovato rapporto tra grandi proprietari terrieri, regimi politici di destra (vedi Bolsonaro), multinazionali  con azioni sempre  più violente nei confronti dei contadini senza terra. Nella storia dell’umanità il desiderio di terra dei contadini è stato una chimera repressa ieri come oggi con il sangue. Carlo Petrini ha scritto: “La cosa non mi può far che piacere perché la sovranità alimentare è alla base del lavoro di Slow Food da ormai trent’anni”. Intervento pubblicato su La Stampa del 25 ottobre 2022. Mi permetto molto sommessamente di far notare al mio amico Carlo Petrini che, al momento attuale, dietro la dicitura “ Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità  Alimentare” non c’è nulla e non è stata riempita nemmeno dalla relazione della Presidente del  Consiglio al Parlamento. Sovranità può significare anche politiche agrarie di destra ovvero interclassiste con una visione di sovranità nazionalista dove multinazionali e contadini stanno occultando insieme il conflitto globale in atto tra multinazionali e contadini o può assumere il significato (di sinistra) dell’art.15 della dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che vivono nelle aree rurali, firmata il 17 marzo 2018. L’Assemblea Generale dopo 17 anni di battaglie  della “ Vía Campesina”[1] e negoziati ha votato la Dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e dei lavoratori in aree rurali (United Nations Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas) il 17/12/2018[2].  Una prima riflessione  è sulle votazioni: a favore 119 Paesi, astenuti 49, contrari 7. Adesso vediamo almeno i titoli dei diversi capitoli e si capirà il perché del voto contrario ( in primis gli Stati Uniti di Donald Trump)e delle astensioni (in primis del governo giallo verde  del presidente Giuseppe Conte e del ex Ministro Gian Marco Centinaio). La prima cosa da notare è che la Dichiarazione delle Nazioni Unite si riferisce ai diritti dei “contadini e delle altre persone che vivono nelle aree rurali”  e non all’agricoltura come settore. Si può dire che la carta è la difesa dei contadini dall’aggressione delle multinazionali accaparratrici di terra. Si tratta  di interrogare il Governo Italiano su cosa pensa di ogni articolo della dichiarazione a partire dal seguente articolo uno. E’ utile riportare per intero l’articolo uno:

“1. Ai fini della presente Dichiarazione, si definisce come contadino una persona qualsiasi che esercita, o mira a esercitare da solo o in associazione con altri o come comunità, attività di piccola produzione agricola, di sussistenza e/o per il mercato, e che si affida significativamente, per quanto non necessariamente in modo esclusivo, al lavoro familiare e ad altri modi non monetizzati di organizzare il lavoro, e che dipende in maniera particolare dalla terra ed è attaccata ad essa.

2. La presente Dichiarazione si applica a qualsiasi persona che, a livello artigianale o in piccola scala, operi nel settore agricolo, sia dedito alla coltivazione di terreni, all’allevamento di bestiame, alla pastorizia, alla pesca, alla selvicoltura, alla caccia o alla raccolta, e a tecniche artigianali relative all’agricoltura o ad un’occupazione correlata in una zona rurale. Si applica inoltre ai membri a carico della famiglia di contadini.

3. La presente Dichiarazione si applica anche ai popoli indigeni e alle comunità locali che lavorano la terra, a comunità transumanti, nomadi e semi-nomadi, e ai senza terra che svolgono le attività sopra citate.

4. La presente Dichiarazione si applica inoltre ai lavoratori assunti, inclusi tutti i lavoratori migranti indipendentemente dal loro status migratorio, e i lavoratori stagionali, nelle piantagioni, nelle aziende agricole, nelle foreste e nelle fattorie del settore dell’acquacoltura e all’interno di imprese.” Già da questo primo articolo c’è molto da chiedere al governo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini a proposito dei “diritti dei lavoratori migranti indipendente dal loro status migratorio”, Articolo 2: obblighi generali degli stati, articolo 3: uguaglianza e non discriminazione articolo 4: nessuna discriminazione contro le donne articolo 5: diritto alle risorse naturali e allo sviluppo; articolo 6: diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza; articolo 7: libertà di movimento; articolo; 8: libertà di pensiero, opinione ed espressione; articolo; 9: libertà di associazione; articolo 10: diritto alla partecipazione; articolo 11: diritto all’informazione; articolo 12: accesso alla giustizia; articolo 13: diritto al lavoro; articolo 14: diritto ad un ambiente di lavoro salubre e sicuro; articolo 15: diritto al cibo e alla sovranità alimentare; articolo 16: diritto ad un tenore di vita dignitoso e ai mezzi di produzione; articolo 17: diritto alla terra; articolo 18: diritto ad un ambiente pulito, sicuro, e salubre da utilizzare e gestire; articolo 19: diritto ai semi articolo; 20: diritto alla biodiversità; articolo 21: diritto a sistemi idrici puliti articolo 22: diritto alla sicurezza sociale articolo 23: diritto alla salute fisica e mentale articolo 24: diritto alla casa articolo 25: diritto all’istruzione e alla formazione professionale, articolo 26: diritto a cultura e conoscenze tradizionali; articolo 27: responsabilità dell’ONU e delle altre organizzazioni sovranazionali e l’articolo 28: obblighi generali. 

Articolo 15: diritto al cibo e alla sovranità alimentare

1. I contadini e le altre persone che lavorano in zone rurali hanno il diritto ad un’alimentazione adeguata e hanno il diritto fondamentale di essere liberi dalla fame. Ciò include il diritto di produrre alimenti e il diritto ad una nutrizione adeguata, i quali garantiscono la possibilità di godere del grado più elevato di sviluppo fisico, emotivo ed intellettuale.

2. Gli Stati devono assicurarsi che i contadini e le altre persone che lavorano in zone rurali godano dell’accesso fisico e economico, in qualsiasi momento, ad alimenti adeguati che siano prodotti e consumati sostenibilmente ed equamente, rispettando le loro culture, preservando l’accesso agli alimenti per le generazioni future, e che tale accesso assicuri una vita dignitosa, fisicamente e mentalmente soddisfacente, per i suddetti, individualmente e/o collettivamente, rispondendo ai loro bisogni.

3. Gli Stati devono prendere delle misure appropriate per combattere la malnutrizione dei bambini in zone rurali, anche nell’ambito delle normative vigenti per le cure primarie mediante, tra l’altro, l’applicazione di tecnologie prontamente disponibili, fornendo alimenti adeguati e nutrienti e assicurandosi che le donne ricevano un’alimentazione adeguata in gravidanza e nel periodo di allattamento. Gli Stati devono inoltre assicurarsi che tutti i segmenti della società, in particolare genitori e figli, siano ben informati, abbiano accesso ad un’educazione alimentare e che siano sostenuti nell’utilizzo di conoscenze di base sull’alimentazione infantile e sui vantaggi dell’allattamento al seno;

4. I contadini e altre persone che lavorano in zone rurali hanno il diritto di determinare i propri sistemi alimentari e agricoli, essendo questo riconosciuto da numerosi Stati e regioni quale diritto alla sovranità alimentare. Questo include il diritto di partecipare ai processi decisionali sulle politiche alimentari e agricole e il diritto ad alimenti sani e adeguati, prodotti tramite metodi ecologicamente sicuri e sostenibili che rispettano le loro culture.

5. Gli Stati devono formulare, in collaborazione con i contadini e le altre persone che lavorano in zone rurali, politiche pubbliche ai livelli locale, nazionale e internazionale per proteggere e avanzare sul diritto all’accesso ad alimenti adeguati, alla sicurezza alimentare, alla sovranità alimentare e ai sistemi alimentari equi che promuovano e proteggano i diritti contenuti nella presente Dichiarazione. Gli Stati devono stabilire dei meccanismi che assicurino la coerenza delle loro politiche agricole, economiche, sociali, culturali e di sviluppo con la realizzazione dei diritti contenuti nella presente Dichiarazione.

Come si evince facilmente in questo articolo la “sovranità” è definita  in  un contesto tutto orientato alla tutela dei contadini e di chi lavora la terra, la parola “sovranità” è strettamente connessa al diritto al cibo in un mondo con più di 860 milioni di persone malnutrite per lo più  contadini e lavoratori della terra.  Il 70% del cibo dell’umanità dipende dalle aree rurali dove oggi vivono oltre 3,4 miliardi di persone.  L’80% della popolazione rurale tuttavia soffre fame e malnutrizione, in condizioni di povertà estrema. Nel 2022, secondo i dati tratti da Land Matrix e da rapporti della società civile e di ricercatori, il numero dei contratti conclusi è arrivato a 2.384 per una superficie totale di 93,2 milioni di ettari, pari a Germania e Francia messe assieme. Bill Gates e altri miliardari hanno acquistato enormi quantità di terreni agricoli. Secondo un rapporto  Forbes, Gates ora possiede oltre 97 mila ettari! I miliardari e la criminalità hanno capito prima delle élite politiche l’importanza del cibo e della terra..

La terra a chi non la lavora…

Se nel Novecento la lotta per la “terra a chi lavora” era l’obiettivo dei movimenti contadini e bracciantili, con la solidarietà dell’intero movimento operaio, in questo secolo l’obiettivo è diventato l’opposto: sradicamento delle comunità rurali che lavorano la terra e accaparramento da parte di chi non la lavora. La drastica riduzione su scala mondiale della terra fertile non ha prodotto una mobilitazione adeguata delle Istituzioni nazionali ed internazionali nella ricerca di soluzioni e nuove regole, anzi le istituzioni hanno assistito passivamente oppure hanno alimentato un gigantesco fenomeno di accaparramento delle terre ancora fertili.[3] Dal 1° gennaio 2022 ad oggi 28 ottobre è successo, sia per gli effetti dei cambiamenti climatici e sia per politiche dissennate, che il mondo ha perso una superficie agricola fertile più  della SAU delle Italia 12.535 mila  ettari. In 301 giorni dall’inizio dell’anno 2022 (dati Worldometer) sono stati distrutti  4.279.625  di ettari foresta ( ovvero 14.218  ettari al giorno) e l’erosione  ha riguardato 5.761.533 di ettari di terra coltivabile ( 19.141 ettari al giorno) ed infine la desertificazione del suolo  è stata di  9.875.059  ettari ( 32.808  ettari al giorno). Per tutte queste ragioni prevedo che la parola “sovranità” intesa dal Governo Meloni – Salvini avrà tutt’altro significato. Personalmente avrei preferito “sicurezza alimentare” e non  “sovranità alimentare”. Le differenze tra l’una e l’altra ipotesi sono enormi sia di natura strategica che tecnica e difficili da sintetizzare in questa sede. Tutto sarà più chiaro alla luce delle politiche concrete del Governo al di là  del nome ambiguo della parola “sovranità” a partire dai 244 rilievi dell’UE al PSN del periodo 2023-2027 o anche alle regole dell’import-export. Per concludere una strategia di “sicurezza alimentare” è fondamentale sia per contrastare ogni concorrenza sleale nella commercializzazione  dei prodotti  alimentari (nuovi servizi di certificazione della qualità, rispetto dei diritti dei lavoratori ecc.) e sia per contrastare le agromafie. Quest’ultime risultano sempre più aggressive nell’accaparramento illecito  dei sussidi agricoli della UE e sia  nella produzione di falso alimentare ovvero immissione sul mercato di prodotti con marchi contraffatti.


[1] La Vía Campesina, formata da 182 organizzazioni in 81 paesi, realizza campagne per difendere il diritto dei contadini alle sementi, per fermare la violenza contro le donne, per la riforma agraria e in generale per il riconoscimento dei diritti dei contadini.

[2] Cfr. . Terra e fame  di Carmine Nardone in  Luciana Castellina, Mario Agostinelli” Il cammino dei movimenti: da Seattle a Porto Alegre” 2003.. Da Seattle a Porto Alegre 2003  cento milioni in piazza per la pace.

[3] Cfr. V° Rapporto “I padroni della Terra”. Rapporto sull’accaparramento della terra 2022: conseguenze sui diritti umani, ambiente e migrazioni”, ideato e redatto da Focsiv ( Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato ).

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