Agricoltura 4.0.
di Carmine Nardone
L’agricoltura di precisione rappresenta una nuova leva verso la sostenibilità dei i sistemi agricoli. Secondo Antonio Leone[1] , “È largamente riconosciuto che le caratteristiche delle produzioni agricole, in termini quantitativi, compositivi e nutrizionali sono il risultato dell’effetto combinato di un insieme di fattori, genetici, antropici e fisico ambientali. Mentre i fattori genetici e antropici possono essere modificati, quelli fisico-ambientali sono sostanzialmente stabili e poco “aggiustabili”, pertanto, essi rappresentano l’elemento cruciale determinante la specificità delle predette produzioni.” La conoscenza della variabilità spaziale delle diverse componenti dell’ambiente fisico rappresenta, pertanto, una condizione essenziale per la corretta gestione agrotecnica e per la differenziazione delle produzioni, con particolare attenzione, nel nostro caso, ai loro aspetti nutrizionali. Tra i diversi fattori dell’ambiente fisico, influenti sugli aspetti compositivi e nutraceutici delle produzioni agricole, il suolo gioca un ruolo fondamentale. I suoli sono raramente omogenei, soprattutto a diverse scale spaziali. Variazioni delle proprietà dei suoli, particolarmente evidenti su scala regionale e comprensoriale, possono verificarsi, in modo rilevante, anche all’interno di singoli appezzamenti, a causa di mutamenti nella topografia e nella successione degli strati dei materiali pedogenetici o per effetto di passate gestioni antropiche. Nonostante ciò, i suoli sono tradizionalmente trattati come omogenei, (Vedi proposta UE di messa a riposo dei terreni senza nessuna correlazione con le caratteristiche del terreno agricolo) con possibili effetti negativi sul rendimento delle colture, sui costi di gestione e sull’ambiente. Tali effetti possono essere, tuttavia, contenuti, se non del tutto evitati, adeguando la gestione agronomica alle condizioni specifiche del sito, valutate attraverso la corretta conoscenza della variabilità intraziendale dei suoli. E’ questa la finalità dell’insieme di agrotecniche meglio conosciuta come “Agricoltura di precisione”. Un modo per investigare la variabilità intraziendale dei suoli potrebbe essere la produzione di carte dettagliate, basate su un grande numero di analisi chimiche e fisiche tradizionali. Tuttavia, queste analisi sono lunghe e costose. Di qui la necessità di investigare/collaudare tecniche alternative di caratterizzazione dei suoli. Negli ultimi anni è stata rivolta particolare attenzione alla spettroscopia della riflettenza nel dominio visibile-infrarosso vicino (spettroscopia vis-NIR) e al telerilevamento da sistemi a pilotaggio remoto (comunemente droni). Il CNR ISAFoM, in collaborazione con Futuridea, ha da tempo avviato e consolidato approcci metodologici basati sull’uso combinato della spettroscopia vis-NIR e sul telerilevamento da drone in grado di mappare con elevata accuratezza e a costi molto contenuti sia la variabilità dei suoli, sia quella delle produzioni. la Blockchain è un protocollo tecnologico in grado produrre una vera e propria rivoluzione digitale in particolare per quanto attiene al mercato del cibo. Non si tratta di una tecnologia neutrale. L’uso può essere variamente finalizzato sia ad accrescere il potere monopolistico della grande distribuzione o anche al contrario ad accrescere le informazioni ai consumatori e ad accrescere il potere contrattuale dei piccoli produttori. Nel primo caso la diffusione e l’uso del nuovo strumento è affidato alle risorse dirette delle multinazionali mentre nel caso dei diritti dei consumatori e dei piccoli produttori l’uso della blokchian è dovuto all’impegno di risorse pubbliche. Gli ideatori della blokchain utopisticamente pensavano ad una rete pubblica globale in grado di certificare diritti e strumento di contrasto alle economie criminali invece la realtà è quella del dominio incontrastato di reti private delle grandi aziende multinazionali con un fatturato superiore al miliardo di dollari. Attualmente si registra un forte squilibrio a favore dei gruppi privati già protagonisti di corposi investimenti e ritardi delle istituzioni pubbliche nazionali ed europee a contrapporre iniziative a tutela delle comunità di consumatori e dei coltivatori. La società Louis Dreyfus ha recentemente condotto il primo commercio di prodotti di agricoli utilizzando la Blockchain. Hanno venduto 60.000 tonnellate di soia americana al governo cinese con un forte incremento degli utili con la nuova efficienza della logistica. Walmart utilizza la tecnologia blockchain per tracciare le spedizioni dei suoi fornitori e ridurre i rischi di deterioramento e contaminazione degli alimenti. Ha già depositato 50 brevetti relativi alla blockchain. Il produttore di hard disk Seagate utilizza la tecnologia per catturare e prevenire i contraffattori e MetLife può ora raggiungere immediatamente le madri incinte che risultano positive al diabete gestazionale. La gestione della catena di distribuzione (Supply Chain management) riguarda diverse attività logistiche delle aziende, con l’obiettivo di controllare le prestazioni e migliorarne l’efficienza. La tecnologia della “catena dei blocchi” ha potenzialità enormi nella produzione e commercializzazione dei cibi con i cittadini sempre più accorti e vogliosi di sapere dettagli sugli alimenti. Dalle uova ,alla carne al vino ,all’olio, ai prodotti della trasformazione (pasta ,formaggi ecc.) i sistemi blockchain possono garantire la tracciabilità e la provenienza certificata di ogni singolo prodotto. Le blokchian hanno straordinarie potenzialità per accrescere la sostenibilità dei sistemi : dal controllo delle emissioni di CO2 all’efficientemente energetico. Certificare non solo prodotti ma anche processi diventa fondamentale in agricoltura per l’eco-riconversione delle produzioni sotto serra e la lotta alla criminalità e alle falsificazioni alimentari. Nella legge di Bilancio 2020-2022 sono stati previsti 600 milioni di euro per l’agricoltura di questi 30 milioni sono stati finalizzati all’agricoltura 4.0,(Agricoltura di precisione e blokchain ).Si tratta solo di un inizio positivo da accompagnare con delle linee guida Europee e Nazionali sulle regole , finalità e controlli di una vera e propria rivoluzione digitale ricca di implicazioni sociali, economiche e anche etiche.
[1] Cfr., Antonio P. Leone, Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo).