Con i suoi 163 milioni di abitanti e un Pil pro capite basato sul potere d’acquisto pari a 3.900 dollari l’anno il Bangladesh ha un livello di emissioni pro capite annue di CO2 pari a 370 kg, l’Italia 6,7 tonnellate, il Quatar ben 44. Secondo il rapporto della Banca Mondiale “Turn Down the Heat: Climate Extremes, Regional Impacts, and the case for resilience”, il Bangladesh è un hotspot per le crescenti sfide del cambiamento climatico: inondazioni, cicloni tropicali, innalzamento del livello del mare. Entro il 2070, circa 1,5 milioni di persone in Bangladesh subiranno le conseguenze delle inondazioni mentre, a causa dell’innalzamento del livello dei mari, già 20 milioni di persone soffrono problemi di salinità dell’acqua potabile. Basterebbero questi dati a comprendere come le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiscano maggiormente le comunità meno responsabili del riscaldamento globale e che più dipendono dalle risorse naturali per la propria sussistenza. È di questo fenomeno che parla Water grabbing, le guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo (EMI editore), un libro firmato da Emanuele Bompan e Marirosa Iannelli.