di Carmine Nardone
La crisi ha provocato nuove dualità di sviluppo, con impatto evidente sui dualismi locali:-ai problemi storici si sommano gli effetti divaricanti tra aree ricche ed aree povere. Il sud d’Italia è l’area europea più esposta ad una nuova stagione di divaricazione e di rischio evidente di emarginazione,per l’azione congiunta di tre elementi negativi:-il dualismo storico e la conseguente debolezza strutturale,la continua erosione,attraverso l’emigrazione di talenti,la perdita di efficacia delle vecchie politiche e di ritardi accumulati nel predisporre nuovi strumenti d’intervento. La malattia diventa più grave e i farmaci meno efficaci. Nonostantei timidi segnali di ripresa segnalati nell’anticipazione del Rapporto Svimez 2015 mai come adesso appaiono visibili le dis-unità tecnologiche, organizzative, economiche e sociali tra il nord e il sud. La rimozione negli ultimi decenni della questione meridionale trovava energia nell’affiorare di una strumentale e pubblicizzata ‘questione settentrionale’, evocata dalle forze politiche. Il sud si è trovato senza energia politica a fronteggiare una perdurante crisi strutturale, con una classe dirigente in fuga da responsabilità e da progettualità unificanti e innovative. Il peggio del nord ha alimentato il peggio del sud. Un nuovo sviluppo del mezzogiorno richiede un approccio orientato rigorosamente all’originalità, alla messa in rete delle eccellenze, alla valorizzazione dei talenti, al riconoscimento delle vitalità territoriali e non ancorata per l’ennesima volta a processi di mera distribuzione di risorse pubbliche, Ecco perché diventa strategico unire i territori che sono stati capaci di realizzare progetti concreti di ritorno dei ‘cervelli’ senza retoriche ed evocazioni ideologiche. Una rete nord-sud in grado di pensare al mezzogiorno non come il mercato dell’usato’ delle tecnologie dismesse ma come propulsore di originalità e progetti utili all’intero pese. Bisogna unire i talenti dei talenti.E’ sicuramente di buon auspicio per il mezzogiorno i successi di un autentico talento del Sud e del Sannio come Giovanni Caturano (nella foto) e della sua creatura ‘SpinVector.