La dissennata politica orientata alla cementificazione ha portato all’abbandono di circa 17.000 cave mai risanate e bonificate in maniera conveniente sprecando risorse pubbliche. Contemporaneamente abbiamo consumato prezioso suolo agrario per realizzare impianti fotovoltaici altrove localizzabili o personalizzabili alla autonomia energetica delle imprese e degli Enti locali. Nel Sud le cave abbandonate sono 5000/6000 (alcune Regioni non hanno fornito dati, vedi rapporto Legambiente 2014).
La proposta è quella elaborata da Antonio Mariniello e Ennio De Crescenzo della Facoltà di Architettura della Federico II di Napoli e dai ricercatori di Futuridea. Nel primo caso si tratta di selezionare le cave abbandonate con esposizione compatibile ad accogliere impianti fotovoltaici “armonizzati” con il contesto paesaggistico;invece nelle cave abbandonate con esposizione non adeguata allo sfruttamento fotovoltaico prevedere la localizzazione di impianti di valorizzazione delle biomasse con produzione di materiale organico utile al ripristino dei profili e allo sviluppo di una nuova vegetazione.